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Chi volesse trovare la derivazione del nome di "OLMETO" dovrà rifarsi solo al senso comune, poichè tale denominazione non ha altro significato se non quello di un luogo dove, un tempo, vi erano molti alberi di olmo. Così è sorto OLMETO, come altri paesi intorno. OLMETO: della sua storia nulla si sa prima della metà del XIV secolo, infatti la sua prima notizia risale al 1377 nella storia del comune di Marsciano. Grande importanza storica sono per OLMETO le vicissitudini civili dei paesi confinanti e soprattutto di Marsciano, residenza dei Conti e dei Condottieri degli animi inquieti che molto fecero parlare di se stessi, in special modo nelle relazioni con Perugia - Chiusi - Spoleto. Le alterne vicende belliche che Marsciano aveva con Perugia facevano di OLMETO, punto limite di territorietà tra i due contendenti, la zona di scambio fra le due fazioni. Ma la gente di OLMETO non era irrequieta, e voleva stare in disparte e non desiderando intromettersi a favore dell'uno o dell'altro, decise di costruire, a baluardo della propria tranquillità, un castello con mura di cinta che permettesse di difendersi e di non essere molestata. Lo storiografo Belforti nel I° volume della sua opera pag. 326 ci porta la prima notizia di OLMETO. Si era nel 1377: gli uomini di OLMETO, che qualche tempo prima si erano obbligati a costruire il castello, trovandosi in difficoltà più economiche che di ingegno, fecero domanda per potere avere qualche aiuto nella costruzione del castello stesso.Tale petizione fu fatta alla città di Perugia, segno evidente che il territorio apparteneva alla giurisdizione di detta città. La domanda non fu accolta, ma la città inviò otto probiviri, officiali deputati appositamente, perchè studiassero il caso e prendessero provvedimenti. Fu così che il 25 Luglio dello stesso anno 1377 gli otto provibiri stabilirono che gli uomini della comunità di Villanova, come confinanti, concorressero alla spesa per questa edificazione. Dagli Annali Decumvirali, dunque, si può arguire che il castello di OLMETO era anche una roccaforte per gli abitanti di Villanova, una difesa per quella gente, che più inoltrata nel territorio della via di comunicazione, non si era molto estesa demograficamente; tanto è vero che mentre OLMETO aveva il privilegio di essere annoverata a "Castrum" cioè a castello, Villanova rimaneva soltanto al rango di "Villa", cosa importante a quei tempi (la denominazione allora era dipartita secondo l'importanza del territorio, ed era "Terra" di maggiore importanza, "Castrum" e poi "Villa"). Si potrà ora chiedere dov'è il castello di OLMETO? Poco è rimasto di questo: non ci sono torri merlate o bastioni verdi di edera, ma si possono ancora notare le mura perimetrali che richiudevano le abitazioni dei dimorati: c'è ancora vicino all'attuale Chiesa della Madonna delle Grazie, l'antico pozzo da cui prelevavano l'acqua per il fabbisogno giornaliero. Nell'anno 1380 i Priori di Perugia incaricarono un certo "Simone di ser Giacomo" di fare una specie di catasto, assegnando i Castelli e le Ville del contado alle diverse Porte della città di Perugia. E fu così che OLMETO venne assegnato a Porta S.Pietro . Finchè il podestà aveva tutta la giurisdizione di Terre, Castelli e Ville, OLMETO fu esente da tutte le tasse, ma allorchè nel 1428 furono istituiti i Capitani del Contado, per lo stipendio loro assegnato, anche OLMETO fu tassato di otto fiorini. Era l'anno 1475: il Magistrato di Perugia assegnò la somma di trenta fiorini perchè si rifacessero le mura del castello. Ma la operosità degli olmetani non conosce tregua: nel 1507 vengono elargiti altri dieci fiorini perchè la via che da OLMETO conduce a S.Elena venga ristrutturata, costruendo un ponte ed una fontana. Di questa opera è rimasta ora soltanto una via campestre percorribile in parte agevolmente solo d'estate. E' la via che attualmente viene chiamata "via del Giogo". Il 1534 fu un anno battagliero per l'intera Umbria. Sconvolgimenti politici non risparmiarono neppure le contrade più insignificanti. La lotta tra Guelfi e Ghibellini fa sentire il suo peso ovunque: a Perugia hanno il sopravvento i Ghibellini, per cui i Guelfi sono scacciati. Il duca di Urbino, vedendo compromessa la sua stabilità, viene ad un accordo ed invia una compagnia di 400 fanti con parecchi capitani, alcuni dei quali stazionarono a S.Elena, Castello delle Forme, e "el capitano Jacopo Tabusse e Cecco Signorelli con molte fantacine entrarono nell'OLMETO e così stero più di sensa molestarse". Anche sette anni prima, nel 1527, non fu tanto pacifica la vita degli olmetani che videro il loro castello messo a sacco dall'eserito della Lega, che soggiornò nel perugini per più di quattro mesi. Arriviamo così alle ultime notizie che storiografi ci tramandano di OLMETO. A.Riccieri nel suo volume "Memorie storiche del comune di Marsciano" termina la sua opera riportando notizie sino a tutto il secolo XVI, dopo di che non abbiamo fonti di rilievo su cui basare fatti ed eventi che interessassero le zone marscianesi. Pertanto l'ultima notizia degna di rilievo è del 1564 quando il Consiglio Generale concesse che gli uomini di OLMETO impiegassero nel risanamento delle mura castellane il sussidio di due anni ascendente a 36 fiorini, ed ordinò ch'essi stessi, senza mercede, vi impiegassero l'opera loro, e che concorressero alla spesa anche quei cittadini che ivi avevano i loro beni.
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